FERT - SPEDIZIONI INTERNAZIONALI

      La Storia > Trasporti di merci


Quel 1907 la città partecipa al referendum per la municipalizzazione della fabbrica del ghiaccio, del trasporto urbano e (dopo poco) delle centrali elettriche, da gestire mediante apposita società che nel 1908 verrà creata col nome di Asm. Ma Brescia fremeva soprattutto per quel rombo automobilistico che da sempre portava nel cuore. Nel 1906 la "Settimana automobilistica" non può essere organizzata per la mancanza di forze dell'ordine. Per risolvere il problema, nel 1907 il nuovo organizzatore, l'Automobil Club di Milano, prepara un tracciato più corto (Brescia - Castenodolo - Montechiari - Castiglione delle Stiviere - Strada della Fame - Lonato - Rezzato - Brescia) e predispone un servizio d'ordine di ben 1100 ciclisti volontari. Due le gare in programma: la "Coppa Florio" (1 settembre) e la "Coppa della Velocità" (2 settembre), che registrano uno straordinario successo. Il mondo dei trasporti - che per le tratte extra locali significa esclusivamente trasporto ferroviario - è in rapida crescita nella Brescia del primo decennio del Novecento. I dati delle sei principali stazioni ferroviarie del bresciano, fra gli anni 1901 e 1905, evidenziano un sostanziale aumento nel volume dei trasporti sia per quanto riguarda il numero delle spedizioni che le quantità trasportate. Tutto ciò in corrispondenza ad una grande fase di sviluppo dell'economia bresciana. Ma le imprese di spedizione devono fari conti con un grave inconveniente che affligge la stazione di Brescia (di cui parla di allargamento e ristrutturazione) rispetto alle crescenti necessità del commercio e dell'industria: la mancanza di vagoni. Solament  grazie al deciso intervento della Camera di Commercio nella primavera 1906 le imprese bresciane (comprese alcune che saranno l'anno successivo socie della Fert) riescono ad ottenere nuovi vagoni per le spedizioni, mentre si fanno pratiche per dotare maggiormente pure le stazioni di Rovato e Palazzolo s/Oglio, oltre che permettere allo scalo di Iseo, per il trasporto di merce a Brescia, di utilizzare al ritorno i vagoni esteri. Lo stesso problema della mancanza di vagoni si ripresenta nel 1907, con l'Istituto camerale nuovamente pronto ad intervenire per sollecitare la Direzione ferroviaria a concedere quanto richiesto. Inoltre la Camera di Commercio si interessò di un problema sorto al porto di Genova riguardante l'assegnazione di carri, poiché vi era il sospetto che alcune ditte, dietro il pagamento di mance e compensi, fossero favorite, violando quindi le norme a cui avrebbe dovuto attenersi il Consorzio portuale. Un'attenzione che trova eco negli Atti stessi della Camera di Commercio di Brescia: nel notiziario stampato nel 1907 si rinvengono lunghi articoli quali "Le condizioni del servizio nella stazione di Brescia" o "Programma ferroviario e tranviario bresciano", editi rispettivamente nel gennaio e nel marzo di quell'anno. Sempre nell'anno 1907 le imprese e le industrie bresciane sono in prima linea nel richiedere trattamenti e tariffe di favore per poter rilanciare l'economia in affanno. In primis, la tariffa per il trasporto del carbon fossile necessario agli altiforni ed alle industrie metallurgiche della città e della provincia: già nel 1905 si era richiesta, ad opera della locale Camera di Commercio, il passaggio dalla tariffa denominata 122A alla tariffa eccezionale 1006 (ovvero il 15% in meno circa) che già si applicava alla lignite destinata agli altiforni toscani. Ad una prima risposta negativa si richiede la diminuzione della tariffa per i vagoni provenienti dall'Austria: la nuova tariffa avrebbe dimezzato i costi di trasporto rendendo economicamente possibile utilizzare i carboni austriaci, con un vantaggio sia per il vettore che per l'industria siderurgica. Si otterrà solamente un compromesso, ma la Camera di Commercio tornerà alla carica anche per la concessione di una miglior tariffa da Brescia a Genova ed ai transiti alpini per favorire l'esportazione dei cilindri in ghisa e delle ruote in ferro prodotte nel bresciano, poiché, così si scriveva da Brescia, "se l'industria dei cilindri di ghisa per laminatoi non riesce che in piccola parte a penetrare il mercato internazionale, la causa principale va ricercata nella soverchia altezza dei noli ferroviari che gravano i trasporti del prodotto finito sul territorio italiano". Da ricordare che ad animare il dibattito sono soprattutto la Franchi Griffin e la Togni, che compaiono fra i soci della Fert. E, inoltre, proprio qualche mese dopo la costituzione dell'azienda, 19 esattamente il 7 luglio 1907, il governo emanò una legge che decretava la riforma generale delle tariffe ferroviarie, da compiersi entro il 1910, con la costituzione di una apposita Commissione reale per lo studio del problema, che - come vedremo - resterà irrisolto ancora per lunghi anni. Nell'anno in cui nasce la Fert il tema del trasporto ferroviario è all'ordine del giorno, anche per via dalla nuova ristrutturazione in corso delle rete ferroviaria, dopo la revoca delle concessioni alle tre società Mediterranea, Adriatica e Sicula, ed il passaggio alla gestione diretta da parte dello Stato (le Ferrovie dello Stato nascono ufficialmente il 1° luglio 1905).


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