FERT - SPEDIZIONI INTERNAZIONALI

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Nel 1907 in città si discuteva circa la necessità di un ammodernamento della stazione ferroviaria e del  suopotenziamento a fini commerciali. La stessa Amministrazione ferroviaria aveva steso un proprio progetto, e la Camera di Commercio aveva assunto di sua iniziativa le pratiche per l'esproprio dei terreni necessari, sollecitando a pi  riprese l'inizio dei lavori, ricordando che bisognava provvedere in tempo per evitare che si verificassero i soliti inconvenienti costituiti da ingorghi, sospensioni di carico, smarrimenti di vagoni e forzate immobilizzazioni delle spedizioni che recavano un grave danno all'industria e al commercio. I magazzini della stazione di Brescia erano due, di cui uno adibito esclusivamente agli arrivi e alle partenze. Come si scriveva al tempo, "l'inadeguatezza di questi depositi al movimento che ad essi affluisce genera un ingombro che non si può facilmente descrivere, e con l'ingombro la stasi delle merci, causa a sua volta di nuovo ingombro". La Fert era direttamente interessata al tema e lo stesso Dalla Vecchia aveva direttamente vissuto, col fratello Giulio, i temi e le difficoltà della gestione del trasporto ferroviario e dello stoccaggio delle merci. Per sollecitare questo inizio venne inviata una lettera al Direttore generale delle Ferrovie dello Stato, con la quale si volevano ricordare le pessime condizioni del servizio. Soprattutto durante la campagna autunnale si registravano numerosi inconvenienti per i quali le Ferrovie, in un incontro avuto coi delegati della Camera, avevano fornito assicurazioni per l'assunzione di provvedimenti idonei a evitarli. Ma le attese del ceto industriale e commerciale vennero deluse, come nel caso del piano caricatore militare che avrebbe dovuto essere demolito per permettere di aumentare i fronti di carico con la costruzione di due nuovi binari. L'unico provvedimento adottato fu la costruzione di due brevi tratti di linea di manovra, a cui si era giunti sotto la pressione delle evidenti necessità. Sulla base di queste considerazioni la situazione della stazione di Brescia, nel 1907, veniva giudicata eccezionalmente anormale, con numerose proteste e lamentele. I fattori di questa situazione potevano individuarsi nella insufficienza dei fronti di carico e scarico, resa ancora più grave dalla mancata completa sistemazione del piano stradale lungo alcuni binari; inoltre ad aumentare i disagi concorreva l'insufficienza del deposito locomotive, destinato a contenerne solo trentacinque, cosicché le restanti sessanta dovevano occupare i binari esterni. Restava avvertita l'insufficienza dei vagoni, poiché il numero dei carri di cui era dotata la stazione era del tutto inadeguato al suo movimento. Infine mancava il personale ferroviario necessario. Da ciò derivava un pessimo servizio di carico e scarico: gli spedizionieri come la Fert non potendo operare lo scarico dei vagoni nelle diciotto ore concesse, per evitare le soste, portavano i vagoni in pesatura 27 aumentando in questo modo l'ingombro della stazione. Contro questo stato di cose la rappresentanza degli spedizionieri e dei commercianti bresciani protestava vivamente e proponeva alcuni rimedi provvisori che, se non attuati, avrebbero investito la responsabilità delle Ferrovie: innanzitutto la completa sistemazione del piano stradale lungo i fronti di carico e scarico e del magazzino adibito agli arrivi e alle partenze, con relativo aumento del personale. Inoltre si chiedeva un termine di 24 ore per lo scarico, anche perché l'abbreviazione del termine non determinava altro che ulteriore ingombro.In un memoriale presentato dagli spedizionieri bresciani al Consiglio comunale di Brescia e trasmesso alla Direzione compartimentale di Milano e alla Direzione generale delle Ferrovie, si lamentava l'impossibilità di disporre di mezzi di trasporto proporzionati agli arrivi, in quanto la media risultav  pari a circa settanta carri giornalieri, mentre gli spedizionieri non ne scaricavano che una cinquantina. Si verificava quindi ogni giorno un residuo di carri che dava luogo a congestioni del traffico; inoltre gli spedizionieri lamentavano che le lettere d'avviso erano consegnate all'incirca alle dieci del mattino, cosa che riduceva ulteriormente il tempo per lo scarico, con un minor rendimento nel loro servizio. Questi inconvenienti, sempre secondo gli spedizionieri, erano da imputare all' Amministrazione ferroviaria che non aveva eseguito le opere necessarie per commisurare la potenzialità di smistamento alle esigenze del traffico, che ormai doveva considerarsi come naturale per una stazione come quella di Brescia.  Inoltre, verso la fine del 1907, il movimento si era intensificato in modo eccezionale, cosa che avrebbe potuto essere prevista - si faceva notare polemicamente - dall'Amministrazione delle ferrovie consultando il "Bollettino delle società per azioni" o il "Foglio degli annunzi legali" o le statistiche della Camera di Commercio, che testimoniavano "il meraviglioso fiorire di iniziative che in questi ultimi tempi ha avuto luogo nella nostra provincia", fra cui, appunto, anche la nascita della Fert. Un'ulteriore causa dell'insufficienza del servizio di scarico era il limitato orario degli scaricatori, che gli spedizionieri proponevano di far iniziare alle sette e non alle otto, permettendo di guadagnare così un'ora preziosa per lo smistamento dei vagoni. La richiesta venne presa in esame dalla Camera di Commercio, che pregò il Sindaco di avviare un'iniziativa presso la Camera del Lavoro affinché fosse tolta la limitazione d'orario imposta agli scaricatori, e in alcuni casi eccezionali fosse consentito lo scarico anche in alcune ore dei giorni festivi. Il Sindaco rispose che la  imitazione non dipendeva assolutamente dalla Camera del Lavoro, bensì da una convenzione tra gli spedizionieri e gli scaricatori, anche se era lieto di informare che la Camera del Lavoro dichiarava disponibili nuove squadre di operai, scelti fra i migliori che avrebbero potuto entrare in servizio prima degli scaricatori. Un provvedimento indispensabile di cui gli spedizionieri bresciani chiedevano attuazione per aumentare le potenzialità della stazione, era il raccordo del tram con la ferrovia, per il quale si sovrapponevano delle difficoltà da parte del Genio civile.  Si contava però di superarle con il nuovo progetto della Società Elettrica Bresciana che gli stessi spedizionieri sollecitavano, attraverso la Camera di Commercio, a presentare domanda nel più breve tempo possibile.  La Direzione compartimentale di Milano, nel rilevare come la situazione alla stazione di Brescia rimanesse sempre critica, affermava di aver cercato di venir incontro agli spedizionieri concedendo quattro camion per intensificare lo scarico ma che, viceversa, risultasse diminuito il lavoro coi mezzi ordinari, cosa che dimostrava come gli spedizionieri non facessero nulla per ovviare alle difficoltà presenti. Per denunciare la gravità della situazione, la Camera di Commercio arrivò a stilare un vero e proprio programma ferroviario bresciano: in esso si sottolineava come il progresso economico della provincia si stesse svolgendo in modo vertiginoso ma che mezzi e strumenti, e di conseguenza, le infrastrutture ferroviarie a disposizione, non bastassero più. Nel 1908 si registrò un cambiamento nell'atteggiamento e la Camera di Commerciò iniziò a chiedere agli spedizionieri bresciani maggiore responsabilità. Come si scriveva sul Bollettino camerale, "di fronte alle buone disposizioni del ceto operaio, di fronte alla buona volontà dimostrata dall'Amministrazione coll'invio di un certo numero di camion che funzionano ottimamente, il Consiglio camerale ha dovuto constatare che la questione dell'andamento dei servizi nella locale stazione si presenta sotto una luce diversa da quella sotto cui si presentava due mesi sono: perché mentre allora le cause dell'ingombro si dovevano ricercare prevalentemente nell'opera dell'Amministrazione, ora sono prevalentemente da ricercare nel fatto che il lavoro di scarico compiuto dagli spedizionieri è del tutto inadeguato all'entità del movimento delle merci". Ma il tema ferroviario e del rapporto con gli spedizionieri non si esaurirà qui, trovando continue attenzioni anche nei decenni successivi.


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