FERT - SPEDIZIONI INTERNAZIONALI

      La Storia > Affari bellici


La Fert riesce immediatamente a trasformare le operazioni di guerra in un possibile affare. La sua intenzione è semplice, come stabilisce il CdA: "Visto l'intenso traffico che si verifica in Val Giudicarie proveniente dallo stato di guerra, e dall'opportunità di assumere un servizio automobilistico da Vestone al Caffaro e Storo" e poiché "già altra ditta esercente ha fatto proposta di cessione del suo servizio", appare opportuno procedere ad un sopralluogo e, nel caso, assumere direttamente il servizio. E pure l'attività complessiva pare conoscere buoni esiti, tanto che, nel 1916, si procede ad allargare il porticato della sede: all'attività usuale della Fert si è ora affiancata la sezione "trasporti militari", anche se le difficoltà operative sono acuite dal richiamo alle armi di molti dipendenti, sostituiti all'occorrenza da "giovani pratici". Ora, come indica una pubblicità aziendale del 1916, la Fert possiede "grandi furgoni per trasporti mobilie", effettua "servizi speciali con camions e trasporti internazionali". Due le sedi, a Brescia in via Giordano Bruno ed a Milano in Viale Romana, telefonicamente dotate e raccordate.  I bilanci degli anni di guerra registrano con immediatezza il vero boom che i trasporti di ambito militare ed traffici connessi vanno conoscendo. L'annata 1916 si chiude con ricavi - pur incalzati dall'inflazione - per oltre 286.000 lire ed utili per 60.716 (dividendo a 8 lire); mentre l'anno successivo i dati si elevano a ben 673.867 lire di ricavi e 80.318 lire di utili con dividendo fissato a 9 lire, oltre ad ulteriori consistenti dotazioni per il fondo di riserva straordinario. E il bilancio del 1918 non è da meno, con ricavi che raggiungono le 668.200 lire, utili a ben 107.365 e dividendo a 10 lire, nonostante quasi la metà dell'utile sia destinato ancora alla riserva straordinaria, e ben 20.000 lire siano state investite patriotticamente nella sottoscrizione di cartelle del Prestito Nazionale. Sono passati solamente pochi giorni dalla fine della guerra, che già - è l'11 novembre 1918 - la Fert apre una propria succursale a Genova, nella compartecipazione ad una nuova società, con una ditta di Torino, denominata "Colli & C", gestita da un certo Umberto Colli. Nel febbraio del 1920 è la volta della acquisizione della ditta "Spazzini" di Palazzolo s/Oglio e della relativa succursale in loco, subito "messa in relazione" con le altre agenzie di Genova, Milano, Venezia "con notevole vantaggio". Il percorso con l'impresa palazzolese di Giovanni Spazzini era stato laborioso ed era durato mesi, partendo sin dall'autunno 1919. Alla fine la decisione assunta era stata la creazione di una società in accomandita semplice con medesima ragione sociale Fert di Palazzolo s/Oglio: alla Fert di Brescia era riservata la qualifica di socia accomandataria, a Giovanni Spazzini la qualifica di socio accomandante: capitale sociale iniziale 110.000 lire. Ma la dimostrazione che la guerra è anche un grande affare - come lo era stato per tutte le industrie - viene dal bilancio del 1919: se le operazioni, sempre meno rivolte al ramo militare, hanno consentito ricavi per 819.399 lire, chiaramente gonfiati dall'inflazione che ha iniziato a galoppare, anche se gli utili, ridotti dagli accantonamenti straordinari, scendono a 32.157 lire.


MILAN
20020 Lainate ( MI ) - Italy
Corso Europa, 1
Tel. +39.02.9330081
Fax +39.02.93300850/51

Email:
info@spedizioni.it


BRESCIA
25125 Brescia ( BS ) - Italy
Via Brixia Züst, 1
Tel. +39.030.2687011
Fax +39.030.2687101

Sito Web:
www.fertspedizioni.it