FERT - SPEDIZIONI INTERNAZIONALI

      La Storia > Negli anni 20


Mentre il CdA vede l'ingresso prima del nuovo consigliere Mario Lombardi e poi del nuovo sindaco Luigi Coglio, la ditta procede nel 1924 nella vendita alla Società Elettrica Bresciana di un'area precedentemente acquistata in "frazione S. Alessandro". Finalmente, l'annata 1924, con ricavi oltre il milione ed un utile di 27.964 lire, permette di procedere alla remunerazione delle azioni, recuperando pure gli utili accantonati negli anni precedenti, distribuendo 6 lire per quota. Ormai il CdA si riunisce una sola volta l'anno, per approvare il bilancio e fissare la data dell'assemblea dei soci. E' il presidente a decidere su ogni cosa, con i bilanci a restituire la tonicità aziendale, anche se la richiesta avanzata nel 1924 di procedere ad un aumento del capitale sociale - da portare da 600.000 lire al milione di lire - viene bocciata, visto l'avvicinarsi della  fine della vita aziendale, per statuto stabilita al 1927.  Così l'annata 1925 - con la Fert a svolgere il servizio esclusivo di trasporto di Generi di Privativa - si chiude con ricavi attestantesi a 1.216.000 lire ed utili a 41.625 lire (dividendo 5 lire), mentre il bilancio del 1926 vede ricavi per 1.316.000 lire, utili a sole 20.303.Il bilancio della Fert, nel 1927, assume l'aria della chiusura tendente al pareggio: solamente 2.295 lire di utili su ricavi pari a 1.063.000 lire. Alla metà degli anni Venti la Camera di Commercio, in sua importante pubblicazione che in quattro volumi radiografava l'economia bresciana, rammentava come "pensando alla struttura economica della Provincia si comprende subito quanto debba essere intenso il suo movimento commerciale, favorito dalla fitta rete di comunicazioni che in ogni senso collegano le diverse zone al capoluogo e questo al resto del territorio del Regno.Ma", e in questo panorama si inseriva l'attività della Fert, "se questo complesso di vie permette lo scambio dei prodotti da un punto all'altro della nostra provincia e da questa alle province vicine, il grande commercio di importazione ed esportazione con l'Estero è effettuato quasi esclusivamente dalla linea Milano - Venezia che, tagliando nel senso della latitudine il territorio provinciale, collega Brescia e i minori centri situati su questa linea con Verona e Venezia da una parte e con Milano e Genova dall'altra". In quelle stagioni in provincia si registrano solamente 238 Km di strade di I classe (ovvero nazionali), 401 Km di vie provinciali e 2.500 di strade comunali. Una situazione assai diversa dall'oggi anche per la classificazione del traffico: una statistica realizzata nell'anno 1925 registra sulla carrozzabile più trafficata, la Padana Superiore, un transito medio giornaliero di 408 veicoli a trazione animale e 529 a trazione a motore, mentre quell'anno sulla strada verso Bergamo si segnalavano giornalmente 186 veicoli a trazione animale e 207 a trazione meccanica. Un traffico a motore che andava gradatamente aumentando ogni anno. Nel 1928 sulla Padana Superiore transita lo stesso numero di carri con animali ma il 30% in più di autoveicoli a motore, divenuti 675, anche se alla fine di quell'anno nel bresciano risultano immatricolati 5.988 automezzi, di cui il 14,2% espressamente dedicati al trasporto merci: gli autocarri sono solamente 665 e 136 i rimorchi. La Fert opera dunque, per riprendere ancora le parole di quella pubblicazione camerale, "in questa fitta rete ferroviaria, integrata da quella tramviaria, dai trasporti fluviali e da quella su strade comuni, un sistema di vene ed arterie che permette all'organismo economico della nostra provincia quell'intenso movimento commerciale che è condizione indispensabile della sua vita e della sua prosperità". Il trasporto via ferrovia continua a rivestire grande importanza nella quotidianità aziendale, pur non esistendo precise statistiche circa l'attività della Fert in termini di numero di spedizioni effettuate o di quintalato mosso. E' però possibile elencare la crescita del volume di spedizioni sostenuto complessivamente dalla Stazione di Brescia della Piccola e della Grande Velocità, entro cui si incanala la presenza dell'azienda. Il movimento merci a carri completi di 41 Brescia era stato pari a 158.000 tonnellate nel 1905, passato a 437.000 nel 1925 e 459.000 l'anno successivo per la merce caricata e di 45.000 tonnellate nel 1905, 258.000 nel 1925 e 226.000 nel 1926 di merce scaricata, per il 95% riferibile solamente alla Piccola Velocità. Da ricordare inoltre che il 1° novembre 1922 apre pure il nuovo scalo merci di Iseo della Ferrovia camuna, posto direttamente sulla spiaggia ed "abilitato alla spedizione di cose a carro completo a Grande ed a Piccola velocità": quell'anno sull'intero lago le merci trasportate superano le 200.000 tonnellate. Nella seconda metà degli anni Venti la concorrenza in città è fra l'altro assai elevata. Si registrano ben 10 imprese di trasporti e spedizioni: la "Autotrasporti Cicchetti & Golfetto" di via Montello, la "Francesco Colpani" di via Morosini, la citata "Cortesi" in Corso Cavour, la nuova "Cooperativa Trasporti" con sede in via Gasparo da Salò, la "Bresciana" di via Solferino, la "Zoncada" (già "Brusadelli & Zoncada", che la pubblicità del tempo segnalava attiva sulla direttrice Milano-Brescia-Verona-Salò e Trento-Bolzano-Innsbruck) sempre in via Solferino, la "Felice Besenzoni" di via Foppa, che ritroveremo più avanti direttamente interessante la Fert, e la "Erminio Cantù" con sede presso la Stazione Tram, che come visto aveva a lungo collaborato con la stessa Fert. Accanto, i corrieri delle linee Brescia - Milano - Mantova - Verona - lago di Garda, come le ditte "P. Alfieri", "G. Bresciani", "G. Brusadelli", "C. Mussa" e la "Ditta Mainetti". La Fert, con sede in via Paolo Sarpi 1, come si poteva leggere sull'Annuario commerciale cittadino del 1929, garantiva il servizio giornaliero sulla linea Brescia - Milano - Brescia e vantava proprie succursali a Genova (P.zza san Marcellino), Milano (viale Monte Grappa), Venezia (San Fantin Ponte della Verona), Chiasso (via Internazionale) ed una propria Agenzia in Germania presso la località Singer a/ Hohentwiel. Aperta in città, nel centralissimo Corso Palestro, la rinomata "Agenzia Viaggi e Turismo Fert". Il 7 maggio 1928 l'Assemblea dei soci decide di prendere tempo circa il futuro societario, proponendo solamente di prorogare la scadenza dell'attività al 31 dicembre 1929. E mentre la Fert continua la propria attività riducendo i ricavi (nel bilancio 1928 essi sono pari a 938.800 lire) ma incrementando gli utili (pari a 51.584 lire), fervono le trattative all'interno della compagine societaria per decidere il da farsi, proprio nelle settimane in cui viene a mancare il dirigente Rovetta, le cui quote sono ereditate dalla stessa famiglia.


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