FERT - SPEDIZIONI INTERNAZIONALI

      La Storia > Negli anni trenta


Agli inizi degli anni Trenta il traffico con Milano - che, spiegava il presidente, "si fa particolarmente con i camions" - si intensifica, anche per l'apertura, avvenua nell'anno 1930 del tratto autostradale Brescia - Milano: l'azienda aveva già provveduto ad "eliminare" alcuni automezzi, e si prospettava la necessità di procedere all'acquisto di un nuovo camion con rimorchio tipo Saurer. Questa volta - è l'ottobre del 1934 - la scelta cade sul modello denominato "5 BLD", sempre realizzato dalla Om, ora passata sotto il diretto controllo Fiat. Probabilmente si trattava della versione con un telaio a 3 assi presentato al Salone dell'Auto di Milano nel 1932, con una portata che raggiungeva gli 80 quintali. La Fert lo acquistò al prezzo di sole 58.000 lire, dunque usato ma "pronta consegna e garantito come nuovo", cui si aggiungeva l'acquisto di un rimorchio marca "Dell'Olio" della portata di 140 quintali ed al prezzo di 16.000 lire. L'attività aziendale è totalmente immersa in un'economia che risente delle scelte del regime. La politica commerciale del Governo fascista segue infatti, pur con qualche ritardo, le politiche restrittive in atto in tutta Europa.  Alla fine del 1934 viene introdotto il controllo degli scambi e realizzato l'assoggettamento del commercio estero al sistema di licenza, stabilendo il monopolio degli acquisti di merci e beni ritenuti di importanza strategica, affidandolo ad enti pubblici o generalizzati. E dopo le sanzioni elevate da molti Paesi europei per l'invasione italiana dell'Etiopia nel 1935, il commercio nazionale si svolge in primis con la Germania, paese col quale gli scambi commerciali avevano assunto una grande consistenza. Nell'anno 1938, per esempio, la sola nazione tedesca 45 assorbiva il 37% delle esportazioni italiane e forniva il 30% delle merci importate. Una politica che il presidente Federico Dalla Vecchia segue da vicino. Egli entra a far parte, nella seconda metà degli anni Trenta, della Confederazione Fascista degli Industriali, precisamente nella Commissione "Ausiliari del traffico e dei trasporti complementari", mentre l'impresa è strutturata in città con la sede ora in Tresanda del Sale (con ben tre numeri telefonici, segno di volumi di affari notevoli), ove è pure aperta l'agenzia viaggi, mentre sono operative le filiali di Chiasso, Genova, Milano, Venezia, Salò e Vestone. Fra i servizi della Fert pubblicizzati al tempo, viaggi "giornalieri per Milano, Lago di Garda, Valsabbia, tutti i principali centri d'Italia", cui si aggiunge, vista la sopravvenuta creazione dell'Impero, "l'organizzazione speciale di trasporti destinati all'Africa Orientale Italiana" e la disponibilità di "grandi furgoni per traslochi". Per la verità la storia economica ricorda come il rapporto commerciale fra Italia e colonie non fosse dei più brillanti. Certo dai territori africani controllati dal fascismo le importazioni salirono da 117 milioni di lire nel 1935 a 350 milioni di lire nell'anno 1937, ma le esportazioni crebbero assai più lentamente, passando dal 2,4% della metà degli anni Trenta al 24% circa del 1941. Frattanto la concorrenza in città si è fatta densa di imprese, che propongono al mercato la propria specializzazione. Così se nel 1938 solamente la ditta "Agenzia Ricuperi Autotrasporti" si pubblicizza con la possibilità di "qualsiasi destinazione", per la linea Brescia-Milano in città sono ben 6 le ditte elencate, per la linea Brescia - Milano - Torino - Verona e Venezia sono altre 11, per la linea Torino - Milano - Bresci  - Verona - Venezia - Trieste e Ferrara - Bologna altre 3, per la linea Trieste - Venezia - Brescia - Milano - Torino - Genova sono presenti altre 3 (categoria fra cui si inserisce riduttivamente la Fert, con la Impresa Sala, fondata nei primi anni Venti dal milanese Baldassarre Sala, che aveva portato in città il primo servizio taxi automobilistico della storia cittadina), per la linea Milano - Brescia - lago di Garda altre 2 ditte, mentre altre 9 imprese si segnalano per le spedizioni a Cremona, Piacenza, la Toscana, ecc. Il bilancio 1936 viene firmato anche dal ricostituito collegio dei sindaci, composto dal presidente avv. Pietro Desenzani, da Luigi Duina e dal nuovo Giuseppe Fugini, noto industriale cittadino con fabbrica alla Stocchetta di ferri da cavallo, forbici e attrezzi da taglio, ereditata dal padre e dal nonno ed ampliata con un nuovo stabilimento ad Erba e con produzione esportata in tutta Europa. Quel bilancio dell'annata 1936 segnala ricavi per 935.000 lire e utili per sole 8.669 lire, rimandati al nuovo esercizio. Ma nel 1937 l'attività riprende quota e si impone il parziale rinnovo del parco automezzi. Si decide dunque l'acquisto, nel maggio 1937, presso la filiale Fiat cittadina della Ditta Bertolotti, di due automezzi Fiat 634, al prezzo complessivo di 232.000 lire. Il modello Fiat 634, realizzato  dalla casa torinese a partire dal 1931, nel 1933 era uscito con la versione a motore diesel con motore a 6 cilindri, 8.355 cm3, portata di 6 tonnellate: per la prima volta la cabina prevedeva, accanto ai sedili dei conducenti, anche la presenza di un lettino, modello che resterà in produzione sino all'anno 1939. Poiché la loro consegna viene garantita solamente dopo un anno, si provvede - è il settembre 1937 - ad acquistare altri due camions Saurer usati, modificando il contratto con la filiale Fiat cittadina nella possibilità di acquisto dei camion con preavviso di soli 30 giorni ma a prezzi da rinegoziare al momento della consegna. La ragione della decisione, che inevitabilmente finisce per irritare i gestori della filiale cittadina, risiede nel fatto che il governo aveva emanato proprio nel 1937 un decreto ministeriale contenente le norme fondamentali per la limitazione della produzione di autoveicoli industriali a tre sole categorie, rispondenti a ben determinati requisiti. Per agevolare e rendere operanti tali norme di unificazione fu concessa, a favore dei futuri automezzi di "classe unificata" l'esenzione triennale della imposta di circolazione, nonché la riduzione, per sei anni, dell'allora vigente tassa trasporti. Agevolazioni di cui, evidentemente, la Fert intendeva usufruire con immediatezza, anche se nella primavera del 1938 si provvederà comunque all'acquisto di uno dei camion Fiat 634 a suo tempo prenotati. E nonostante gli importanti investimenti, il bilancio 1937 si chiude con ricavi a quota 1.077.000 lire e un utile pari a 28.231 lire. Ma un fatto imprevisto obbliga il CdA a riunirsi in via straordinaria, presso l'ufficio del consigliere avv. Erculiani, il giorno 22 maggio 1939: la morte del presidente Federico Dalla Vecchia. Quel giorno, dopo aver "ricordato le benemerenze del defunto presidente", il CdA decide di nominare alla carica il figlio, Enrico Dalla Vecchia. Ma il giorno seguente, 23 maggio, la nuova riunione di CdA assume un altro orientamento, con la nomina all'unanimità del nuovo presidente nella figura del sessantatreenne avv. Giuseppe Erculiani. Evidentemente, il giovane ventiquattrenne (nato a Brescia il 25 maggio 1915) Enrico Dalla Veccia che pure si era da pochi mesi laureato in legge presso l'Università di Parma con una tesi dal titolo "La responsabilità per danni del vettore", non si sente ancora in grado di procedere alla guida dell'azienda, e preferisce sedere solamente all'interno del CdA in qualità di segretario. Il Consiglio per il resto rimane immutato nella sua composizione, decidendo di conferire all'esperto Giuseppe Agnoli il mandato di direttore generale, con ampie responsabilità e deleghe. D'ora in poi quest'ultimo verrà denominato nei verbali del CdA con la qualifica di Consigliere delegato. Ma vi è pure la riconoscenza verso l'operato del defunto presidente, con l'elargizione da parte della società agli eredi della somma di 20.000 lire.


MILAN
20020 Lainate ( MI ) - Italy
Corso Europa, 1
Tel. +39.02.9330081
Fax +39.02.93300850/51

Email:
info@spedizioni.it


BRESCIA
25125 Brescia ( BS ) - Italy
Via Brixia Züst, 1
Tel. +39.030.2687011
Fax +39.030.2687101

Sito Web:
www.fertspedizioni.it