FERT - SPEDIZIONI INTERNAZIONALI

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Il giorno 21 agosto 1970 Enrico Dalla Vecchia scompare. Aveva partecipato il 22 giugno all'ultimo CdA, ricevendone la conferma a consigliere delegato. Il 22 ottobre dello stesso anno il Consiglio torna dunque a riunirsi: il presidente Eldebardo Besenzoni ne ricorda "commosso la figura, immaturamente ed improvvisamente scomparso", sottolinenandole le "alte ed apprezzabili doti e la dedizione alla Fert della quale è stato per molti anni efficace valorizzatore". Lo sostituirà, nelle mansioni di direttore amministrativo il ventinovenne figlio, Federico Dalla Vecchia, cui fra l'altro il padre, un paio di settimane prima di morire, aveva già lasciato il proprio pacchetto azionario. Lo stesso entrerà a far parte del CdA a partire dal giugno 1971. Nel 1970 l'utile raggiunge frattanto gli 11 milioni di lire, nonostante "un incremento del parcoautomezzi necessario per il maggior sviluppo della nostra attività". Si torna dunque a praticare con maggiore energia il settore trasporti diretti, tanto che si decide pure di procedere alla realizzazione di un'officina meccanica presso la sede di via Guzzetta, onde eseguire direttamente ai lavori di manutenzione e riparazione degli autocarri di proprietà. Nel giugno del 1976 la Circoscrizione doganale di Brescia concede alla Fert l'autorizzazione a svolgere presso la sede di via Guzzetta spedizioni doganali ed esportazioni "di merci e collettame". E' la data di avvio di un percorso che porta la società a privilegiare la parte "camionistica" su scala europea ed il settore dei traslochi, soprattutto con automezzi di proprietà. Quello stesso anno 1976, dopo la decisione dei soci di deliberare l'ennesima proroga della vita aziendale, il presidente Eldebardo Besenzoni, da sempre domiciliato a Milano, cede al fratello Narno - viceversa domiciliato a Brescia - le proprie quote, mentre si decide il contemporaneo aumento del capitale sociale, che passa da 1 a 50 milioni di lire. Il meccanismo prescelto prevede l'emissione di 490.000 nuove azione del valore nominale di 100 lire come in origine. Di queste, 278.410 destinate gratuitamente ai soci in proporzione alle quote già possedute, e le restanti 211.590 da sottoscrivere a pagamento sempre in proporzione dagli stessi soci. Con queste operazioni, dunque, i soci divengono solamente due, Federico dalla Vecchia e Narno Besenzoni, esattamente paritari. I percorsi delle maturate esperienze dei due soci consentono nuovi progressi. In particolare, da quel momento Narno Besenzoni riverserà nella Fert tutta la sua conoscenza del mondo del trasporto, accumulata in oltre quarant'anni di gestione - insieme al fratello Eldebardo - nelle aziende di famiglia, divenute dal dopo guerra a quegli anni la più importante realtà trasportuale privata dell'area bresciana. Nuove sinergie, dunque, con la realtà del Gruppo Besenzoni, che a sua volta comprende i trasporti merci di collettame tra Brescia, Milano e Torino, soprattutto per conto della Om di Brescia e della Fiat di Torino, trasporti di carrelli ferroviari della Piccola Velocità (attività già iniziata dal padre Felice Besenzoni negli anni seguenti la prima guerra mondiale), trasporti eccezionali della Società Delta, i grandi montaggi ed il noleggio di autogrù, oltre ad una presenza commerciale nelle vendite di veicoli industriali Om con la società Scom. Da quel momento, dunque, inizia per la Fert un nuovo, felice periodo di rapida espansione, affrontata in più direzioni. Ed è in queste felici stagioni che - esattamente nel 1978 - si procede alla divisione dei due rami di attività del trasporto di autobili con bisarche e delle spedizioni internazionali groupage. Nasce dunque la "Fert Trasporto Veicoli Industriali" che verrà continuata dalla famiglia Besenzoni con l'apporto di Ferruccio Besenzoni, da pochi anni laureato in ingegneria ed entrato a far parte del gruppo di gestione - insieme al fratello Felice - nel settore commerciale degli autocarri e delle automobili, ed al fratello Giancarlo che da Torino gestisce una delle più dinamiche realtà del trasporto di vetture, con sedi aziendali situate pure presso le città di Roma, Salerno, in Sicilia ed a Belo Horizonte in Brasile, dove la Fiat aveva da poco avviato una delle più importanti fabbriche del paese sudamericano. La Fert Impresa Generale Trasporti viene trasformata in "Fert Spedizioni Internazionali" continuando sotto la guida di Narno Besenzoni e Federico Dalla Vecchia nel settore delle spedizioni internazionali groupage, sia terrestre che marittimo ed aereo, caratterizzandosi pure per una forte presenza nel settore doganale, divenendo di fatto una delle principali aziende di medie dimensione del suo settore, con la costituzione di una fitta rete di corrispondenti nei più importanti paesi europei ed anche oltre Atlantico, negli Stati Uniti. In quegli anni nei depositi aziendali si stoccano frattanto merci in deposito da parte di grandi marche italiane, mentre comincia a crescere l'esperienza aziendale di un giovane impiegato, Girolamo Bresciani, che sotto la guida coordinata di Narno Besenzoni e Federico Dalla Vecchia diverrà uno dei protagonisti dello sviluppo e delle fortune della società nell'ultimo quarto di secolo. A fronte dei notevoli incrementi di fatturato e dei conseguenti utili aziendali la Fert da avvio all'inizio degli anni ottanta alla costruzione di una nuova sede in via Brixia Zust, nome storico di quando la stessa azienda ospitava nel suo cortile gli automezzi dell'impresa motoristica bresciana: un'area di circa 15.000 mq, acquistata dalla proprietà degli Spedali Civili di Brescia, provvista di moderni magazzini di deposito, uffici doganali interni, e la possibilità di eseguire trasporti ferroviari, marittimi, aerei e camionistici. Il comparto vive con immediatezza tutti gli accadimenti dell'economia, dalla crisi indotta dallo shock petrolifero, che fa impennare i costi del carburante e dei trasporti, alla inarrestabile crescita delle imprese concorrenti. Nella sola città di Brescia le aziende di trasporto e spedizione passano infatti dalle 345 dell'anno 1971 (erano come visto 168 dieci anni prima) alle 654 del 1988. Sono numeri che comprendono imprese anche di attività assai marginale. Una statistica più precisa, realizzata nel 1978, illustra con maggiore esattezza la reale situazione bresciana, comunque assai frammentata. Sul territorio operano 7 spedizionieri aerei e marittimi, 13 spedizionieri internazionali, 1 spedizioniere doganale, 40 ditte di trasporti in genere, 5 di trasporti eccezionali, 20 di trasporti internazionali: 86 imprese complessivamente (che rappresentano solo l'4,9% delle imprese lombarde del comparto), di cui 53 in città, cui si debbono aggiungere ben 48 agenzie di corrieri e 1.398 piccoli autotrasportatori (il 17% della regione). Un settore in rapido sommovimento: le imprese divengono infatti 107 nell'anno 1981 (44 le agenzie dei corrieri) e ben 1.816 gli autotrasportatori, nel segno di una frammentazione che non accenna a diminuire e di una concorrenza sempre più agguerrita. L'azienda nel 1991 apre la nuova filiale di Lainate, ne pressi di Milano, inizialmente presso la "Stair Cargo srl". E continua parallelamente il dinamismo della proprietà Besenzoni, che diversifica la specializzazione delle proprie altre imprese, dalla Delta Besenzoni spa - per trasporti eccezionali, sollevamenti e posizionamento macchinari pesanti - alla F.lli Besenzoni srl, per il trasporto intermodale presso gli scali ferroviari di Brescia e Verolanuova, in un fitto reticolo commerciale che si interseca positivamente con la stessa Fert. I bilanci aziendali mostrano con interezza le fasi di questa costante crescita. Il fatturato, per esempio, passa dai 2 miliardi di lire del 1975 ai 6,5 del decennio successivo, raddoppiando nuovamente sino alle soglie della nuova organizzazione europea decretata nel 1992. L'utile passa dai 133 milioni di lire nel 1975 ad ulteriori incrementi pari ad un 10% l'anno. La data del 7 febbraio 1992 costituisce una sorta di cesura fra il passato ed il presente della Fert: in quella data, come noto, viene firmato il trattato di Maastricht istituente la nuova Unione Europea, con diverse modalità di circolazione di merci e denaro e - notazione non banale - con la pubblicazione quello stesso mese del "Libro verde della Commissione europea relativo all'impatto dei trasporti sull'ambiente". Ancora, nell'ottobre del 1992 viene promulgato il nuovo codice doganale comunitario, che riunisce le norme, i regimi e le procedure applicabili alle merci oggetto di scambi tra la Comunità europea ed i paesi terzi. In un unico testo, il codice stabilisce dunque il campo d'applicazione, le definizioni, le disposizioni di base e il contenuto del diritto doganale comunitario, con la classificazione tariffaria delle merci e dell'origine di queste ultime, provocando profonde ricadute sull'organizzazione del trasporto delle merci e, di conseguenza, della stessa attività aziendale. I bilanci aziendali della Fert registrano questo periodo di riorganizzazione forzata, che porta l'intera categoria degli spedizionieri e delle aziende di trasporto a fare i conti con le nuove norme, con un'Europa "più piccola" ed una concorrenza sino a quel momento sconosciuta. Un ambito che conosce diverse modiche nel corso degli anni successivi, con la Fert a posizionarsi a metà strada fra il settore camionistico e lo spedizionistico. Nel 1997, per esempio, vengono variate alcune procedure che hanno permesso di semplificare e snellire passaggi burocratici, in modo da rendere più efficace l'applicazione a livello degli Stati membri. Esse riguardano in particolare l'obbligazione doganale ed il controllo delle zone franche, come pure una semplificazione delle formalità di dichiarazione doganale. Le modifiche introdotte nel 1999 riguardano viceversa il settore del transito doganale. Esse chiariscono e migliorano le norme relative all'appuramento del regime di transito e alle responsabilità del titolare del suddetto regime e riguardano inoltre le garanzie finanziarie e le procedure di recupero del debito sorto in occasione di un'operazione di transito comunitario. Il nuovo millennio vede la Fert - che dà lavoro a circa 45 addetti - cercare di elevare la propria presenza entro un panorama assai difficile. La ditta si struttura nelle tre sedi operative di Brescia, Verona e Milano-Lainate. Si procede nel 2002 - dopo aver registrato per tre anni consecutivi un buon profitto dalla succursale milanese - all'acquisto dei locali della agenzia di Lainate, proprio mentre il fallimento di due importanti clienti, un'industria tessile ed una meccanica, costringono la Fert a spesare la perdita più importante della sua intera storia. Fra il 2001 ed il 2003 i bilanci sono dunque in sofferenza, pur se contenuta, soprattutto a fronte di importanti investimenti. Ma l'impresa supera brillantemente il notevole sforzo sostenuto per gestire il cambio della moneta e realizzare il passaggio dalla lira all'euro dal primo gennaio 2002, data di rinnovate aperture ai mercati del continente, con alla guida un CdA che comprende il presidente Narno Besenzoni, il vice Giancarlo Besenzoni, e l'Amministratore delegato Federico Dalla Vecchia. Il 7 febbraio 2005 muore Narno Besenzoni, due mesi prima del compimento del 96° anno di età. Con lui scompare l'uomo a cui la Fert dell'ultimo quarto del Novecento e del nuovo millennio deve il suo ringiovanimento e le sue rinnovate fortune. Come ricorda Ferruccio Besenzoni, "qualche mese prima egli sedeva ancora lucido, forte e laborioso nel suo ufficio a seguire e controllare giorno per giorno l'andamento della 'sua Fert' di cui andava tanto orgoglioso per avergli dato, da quel lontano 1975, una nuova giovinezza e una seconda vita imprenditoriale". Nel nuovo Consiglio di amministrazione Federico Dalla Vecchia assume la Presidenza a fianco degli amministratori delegati Giancarlo e Ferruccio Besenzoni, nella rinnovata fedeltà alla originaria missione. Anche dopo cent'anni.


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